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  • Cosa funziona sui mercati azionari?

    Hai anche tu difficoltà a sviluppare sistemi di trading che vadano short sui titoli azionari? In questo caso, non ti devi allarmare, perché si tratta di un problema molto comune: per la maggior parte dei trader, l'operatività short sui mercati azionari presenta numerose insidie. È vero che, in alcuni casi, è possibile approfittare di un trend ribassista molto pronunciato, come quello sperimentato nel corso della crisi del 2008, ma occorre essere davvero chirurgici nell'ingresso in posizione.

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Formazione permanente continua nel trading sistematico

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La percentuale di trader che manda letteralmente in fumo il proprio capitale entro il primo anno di attività è vertiginosa: è stato infatti stimato che superi il 90%. Il problema non è che fare trading sia complicato. Attenzione: fare trading è complicato, ben inteso, ma non è questa la principale causa che porta al fallimento di così tanti nuovi investitori.

Molti sono attirati ad intraprendere questa attività dalla prospettiva di ottenere guadagni sostanziosi e facili. In effetti, bastano pochi minuti per prendere la confidenza con una piattaforma di trading sufficiente da aprire una posizione qualunque.

In seguito ad alcune mosse fortunate potresti anche arrivare a pensare di aver azzeccato la chiave giusta per interpretare le dinamiche del mercato. Tuttavia le perdite arrivano, inesorabili, ed è difficile riuscire a recuperare prima di aver irrimediabilmente compromesso il tuo capitale.

È questo lo scenario tipico in cui si ritrova chi si tuffa nel trading con superficialità e fretta, senza una preparazione adeguata. Nella maggior parte dei casi, l’approccio mosso esclusivamente dal desiderio cieco di fare soldi porta all’insuccesso.

Puntare al guadagno non è sbagliato di per sé: lo è però l’idea di poterlo fare velocemente e senza studio. In altre parole, investire in percorsi formativi per operare nel mondo del trading non è un’opzione facoltativa. Specie se parliamo di trading sistematico.

Una delle obiezioni più comuni a questa affermazione è che i corsi siano economicamente dispendiosi. Noi che ci occupiamo sì di formazione, ma anche di trading sistematico concreto, teniamo a far notare che questo punto di vista non considera il costo di un trading improvvisato, senza una metodologia definita e che – nella migliore delle ipotesi - restituisce performance altalenanti.

Da un lato abbiamo il rischio di buttare cifre importanti senza alcun criterio, come nel gioco d’azzardo. Dall’altro (quello della formazione) abbiamo invece un investimento che porterà all’acquisizione di strumenti efficaci: una scienza rigorosa e consapevole, il controllo della gestione del rischio, la possibilità di fare trading utilizzando professionalmente le migliori piattaforme, la padronanza di un metodo per ottenere un guadagno costante. A noi sembra palese quale, delle due alternative sia preferibile.

Un secondo gruppo di obiezioni, sempre molto frequenti, ruota attorno al fattore tempo. Hai realizzato quanto sia essenziale investire in competenze e sei pronto ad iniziare un percorso di formazione: ma quanto deve durare? Quante ore, mesi o anni dovrai dedicare allo studio di strategie e strumenti di trading  sistematico per poter ottenere i risultati attesi? Come abbiamo già accennato, la fretta è qui una pessima consigliera.

Pensa alle professioni comunemente considerate più redditizie, ad esempio quella dell’avvocato, del medico specialista o del docente universitario. Richiedono anni e anni di studio, di praticantato e di perfezionamento prima di portare all’importante ritorno economico che viene loro riconosciuto. Per il trading sistematico vale la stessa cosa: affinché la professione possa rendere al massimo del proprio potenziale è prima indispensabile dedicare tempo e impegno all’acquisizione delle necessarie competenze specifiche.

Più la materia è complessa e più il tempo necessario al suo studio – con un buon livello di approfondimento – si allunga. Il trading sistematico permette di automatizzare la tua operatività, di valutare a priori il rischio della strategia e di impostare alert che notifichino i cambiamenti significativi: chiaramente, il “come” di tutto ciò non può essere esaurito in un libro o in una conferenza di mezza giornata. L’argomento presenta molteplici sfaccettature, che necessitano di essere comprese ed interiorizzate anche attraverso differenti strumenti di comunicazione.

Accanto alla teoria, la pratica deve avere un ruolo di co-protagonista. L’esperienza ci ha insegnato che per acquisire un solido know how nel trading sistematico è essenziale la sperimentazione sul campo; sperimentazione qui intesa come applicazione pratica – sia su sistemi di prova che con trade reali – di strategie concrete. Tutto considerato, un percorso che duri meno di 6-7 mesi può difficilmente riuscire a fornire un’adeguata preparazione.

Dobbiamo però anche tenere presente che le materie di studio e le competenze non sono quasi mai completamente statiche, non sono insiemi di nozioni chiusi e finiti. Gli avvocati devono ragguagliarsi sull’introduzione di nuove normative e sulle rettifiche a quelle vigenti. I medici devono documentarsi sulle tecniche chirurgiche più all’avanguardia, sui progressi delle sperimentazioni e sulle nuove terapie farmacologiche. E i trader?

Per sua natura, il trading sistematico è una disciplina in evoluzione. Non solo si applica al mercato, una creatura viva che si trasforma e risponde agli stimoli delle particolari condizioni storiche e sociali. Le sue tecnologie progrediscono, i metodi utilizzati si rinnovano e le strategie vengono costantemente perfezionate.

Parlando di evoluzione, si dice che non è la più intelligente o la più forte delle specie a sopravvivere, bensì quella che è in grado di adattarsi meglio al cambiamento. Affinché il tuo trading sopravviva e continui a darti i risultati che vuoi ottenere, devi poter riconoscere le variazioni intervenute e apprendere in che modo puoi sfruttarle a tuo vantaggio.

Per i trader, dunque, frequentare un corso in trading systems non dovrebbe essere un evento estemporaneo, una tantum. Chi offre formazione, d’altra parte, dovrebbe rendersi disponibile ai propri iscritti come punto di riferimento costante, così da garantire una conoscenza aggiornata e al passo con le  più recenti evoluzioni.

Per questo motivo diversi anni fa abbiamo scelto di adottare la formula di Formazione Permanente Continua per il nostro percorso formativo Diventare Quant. Si tratta di un programma didattico elaborato in oltre 10 anni di affinamento. La forza di questo progetto sta nel fatto che noi stessi, organizzatori e relatori, investiamo in formazione e studio. Lo facciamo per migliorarci, per poter offrire sempre i contenuti più attuali e per verificare personalmente ogni indicazione prima di esporla.

L’efficacia della proposta formativa così strutturata è stata già testata da più di 150 frequentanti. Gli iscritti a questo percorso lo sono per sempre: effettuato il primo investimento, l’accesso alle edizioni successive è per loro aperto.

I vantaggi di questa metodologia sono diversi. In primo luogo, come dicevamo, permette ai trader di essere sempre aggiornati su novità relative alle strategie e ai software di supporto, cose che potrebbero essere di vitale importanza per la loro operatività. Dà inoltre la possibilità di colmare eventuali lacune: la curva di esperienza non è uguale per tutti e può capitare che, al termine di un ciclo di lezioni, rimangano ancora delle zone d’ombra su alcuni aspetti del trading. Infine, permette di rimanere in contatto con altri trader che stanno compiendo il medesimo percorso, favorendo il confronto costruttivo e la condivisione delle esperienze.

La nuova edizione di Diventare Quant comprende il Progetto Estivo 2018. Il percorso verrà presentato con un webinar il prossimo 12 Giugno. L’accesso è pubblico e senza impegno di iscrizione al percorso completo. I posti sono però limitati (50): iscriviti ora compilando l’apposito modulo online.